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NUOVO AGGIORNAMENTO UNIEMENS CON POSSIBILITA' DI PRESENTAZIONE ONLINE DEL DM10VIG Stampa E-mail
Venerdì 26 Agosto 2011 05:54

Con messaggio 16744, l'INPS ha comunicato nella giornata di ieri 25/8/2011 il rilascio del nuovo aggiornamento UNIEMENS spiegandone l'uso e le motivazioni.
La motivazione ormai nota a tutti gli addetti del settore è quella della centralizzazione delle informazioni contributive. Per quanto riguarda in particolare tale aggiornamento, con questa versione sarà possibile inviare non solo il DM10 virtuale relativo alle denunce contributive mensili dei lavoratori, ma anche le variazioni dei mesi pregressi attraverso la generazione del "DM10VIG virtuale".
L'elaborazione e la trasmissione  del "DM10VIG virtuale"  trova però il suo limite d'applicazione nell'entrata in vigore della procedura UNIEMENS avvenuta nel gennaio 2010. Per tutte le variazioni contributive precedenti sarà necessario continuare ad utilizzare la procedura tradizionale.
L'Inps inoltre informa che lo stesso Istituto indicherà nella scheda "Variazione" del collegamento online un eventuale DM10VIG virtuale proposto dall'Istituto per correggere le eventuali discrepanze tra le dichiarazioni retributive presenti nel conto individuale dell'assicurato e le dichiarazioni contributive inviate dall'azienda tramite DM10 stesso. Tale DM10VIG potrà essere confermato o meno della ditta o dal consulente, se corrispondente all'effettiva variazione, ma annullando tale correzione sarà annullata sia la variazione sul DM10 che sulla posizione individuale del lavoratore assicurato.
Le eventuali ed ulteriori informazioni potranno essere scaricate direttamente dal sito INPS nel manuale d'uso del software aggiornato all'ultima versione.

 

 
I CERTIFICATI DI MALATTIA ONLINE E GLI ADEMPIMENTI DELLE IMPRESE Stampa E-mail
Lunedì 29 Agosto 2011 08:09

Dal 13 settembre 2011 partirà definitivamente la gestione online dei certificati di malattia dei lavoratori dipendenti. 
Se da un lato tale operazione permetterà all'Inps di intraprendere tempestivamente le operazioni di controllo, dall'altro  bisognerà considerare l'effetto che tale operazione avrà sulla gestione del personale delle imprese.
L'introduzione definitiva di tale meccanismo porterà infatti dei cambiamenti all'interno delle imprese che dovranno attivarsi per "ottenere" l'attestazione ufficiale del certificato.
Le modalità
a disposizione delle imprese sono diverse, infatti :
- può dotarsi del codice PIN rilasciato dall'INPS per accedere al canale telematico del sito dedicato all'azienda e da lì scaricare il certificato;
- può farsi comunicare (mail o fax) dal lavoratore il numero di protocollo del certificato rilasciato dal medico competente e con l'ausilio del codice fiscale del lavoratore entrare nella parte del sito INPS dedicato ai certificati medici e scaricarne una copia;
- può chiedere al lavoratore senza alcun obbligo da parte di quest'ultimo di farsi consegnare la copia del certificato online rilasciato dal medico;
- può utilizzare  la propria pec, per richiedere copia del certificato di malattia agli enti competenti (messaggio Inps 119/2010).
E' importante ricordare che l'INPS dovrà continuare ad accettare i certificati medici in formato cartaceo ed il lavoratore a consegnare copia del certificato al proprio datore di lavoro nei seguenti casi:
- ricovero ospedaliero;
- certificati di degenza in strutture di pronto soccorso;
- certificati emessi da medici non ancora abilitati all'invio telematico.

 
IN AUMENTO GLI ACCERTAMENTI ICI Stampa E-mail
Martedì 30 Agosto 2011 09:11

A partire da Gennaio 2011 è andata via via crescendo l'attenzione dei Comuni sugli accertamenti ICI degli anni pregressi al fine di far fronte alla riduzione delle entrate determinate dalle varie manovre finanziare nazionali.
E' da sottolineare infatti che oltre ai casi menzionati nelle delibere comunali, a partire dal 2007 l'ICI non si paga più anche sulla prima casa e sulle 2 pertinenze ad essa collegate. Tale manovra ha portato una sensibile riduzione delle entrate comunali considerando che buona parte degli italiani preferiscono pagare una rata mensile di mutuo piuttosto che versare una quota mensile d'affitto a "fondo perduto". 
Il problema legato agli accertamenti tuttavia è che per ridurre i tempi di riscossione gli enti locali, invece di inviare semplici avvisi di irregolarità volti a regolarizzare bonariamente la situazione, inviano direttamente avvisi di accertamento maggiorati della parte del tributo non pagato comprensivo di  sanzioni ed interessi, alle quali andranno ad aggiungersi le spese che il contribuente dovrà sostenere per affidarsi ad un professionista, malgrado il D.Lgs del 546 del 1992 all'art. 12 preveda che per contenziosi inferiori ad € 2.582,28 il contribuente può "evitare" l'assistenza di un professionista.
A tal proposito, proprio per evitare l'ausilio di un professionista, si riportano alcune informazioni, affinchè il contribuente possa già verificare se l'avviso di accertamento notificato sia formalmente regolare.
Il contribuente dovrà infatti come prima cosa verificare la presenza:
- dei dati identificativi del contribuente;
- dei dati dell'Amministrazione che ha  emesso il provvedimento, l'indicazione e firma del funzionario responsabile, termini di scadenza del riesame del procedimento in autotutela, modalità e termini del ricorso, modalità e termini di pagamento;
- dei riferimenti normativi a cui si è fatto riferimento.
- di tutti gli allegati menzionati nell'atto di accertamento.
In relazione a ques'ultimo punto, anche se in merito esistono pareri discordanti tra loro, la Corte di Cassazione nel 2010 con sentenza n° 20535 ha definito l'obbligo dell'amministrazione che emette l'avviso di allegare alla documentazione tutti gli atti che non sono stati portati a conoscenza del contribuente compresa la delibera comunale relativa all'anno contestato dalla quale si può evincere il regolamento ICI applicato dal Comune.
La mancanza di uno di questi elementi farebbe considerare l'atto notificato irregolare.

 
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