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MANOVRA DI FERRAGOSTO: NUOVA TASSAZIONE DEI DIVIDENDI PER LE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE NON QUALIFICATE. Stampa E-mail
Lunedì 19 Settembre 2011 07:40

Con la pubblicazione in G.U. dello scorso 16 settembre 2011 del decreto di conversione, la manovra di ferragosto, è divenuta effettiva. 
Tra i tanti argomenti trattati, ritrattati, rivisti e non, vi è quello della tassazione delle partecipazioni societarie non qualificate.  Ad occuparsene è l'art. 2 (dal comma 6 al comma 34) del D.L. 138/2011 che, a partire dal 2012,  assoggetterà i dividendi percepiti dalle partecipazioni non qualificate non più al 12,50% come la vecchia normativa che resterà in vigore fino al prossimo 31 dicembre 2011, ma al 20%.
Si ricorda che l'art. 67 del TUIR definisce non qualificate le partecipazioni al capitale sociale non superiore al 25% (5% per società quotate), ovvero la titolarità del diritto al voto nell'assemblea dei soci non deve essere superiore al 20% (2% per società quotate). Il solo superamento di uno dei due parametri fa modificare la tipologia di partecipazione da non qualificata a qualificata per la quale la tassazione è al quanto differente.
L'aumento del regime impositorio sulle partecipazioni non qualificate di capitale riguarderà sia la ripartizione degli utili che delle relative plusvalenze possedute da persone fisiche, società semplici, enti non commerciali, mentre non riguarderà la tassazione degli utili e delle partecipazioni al capitale delle società con residenza nei paesi definiti "paradisi fiscali" e quelle possedute nell'ambito delle attività d'impresa.
La manovra di ferragosto invece, non ha modificato la tassazione delle partecipazione qualificate che parteciperanno alla formazione del reddito complessivo nella misura del 49,72% dell'importo ricevuto a titolo di distribuzione utili e plusvalenze.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Ottobre 2011 16:33
 
CHIUSURA PARTITE IVA INATTIVE Stampa E-mail
Giovedì 22 Settembre 2011 23:36

Il prossimo 4 ottobre 2011 scadrà il termine di pagamento del modello F24 di € 129,00 per la chiusura delle cosidette Partite IVA inattive. In realtà l'Agenzia delle Entrate, come specificato dall’art. 23, co. 22 e 23, D.L. 6.7.2011, n. 98, conv., con modif. dalla L. 15.7.2011, n. 11 potrebbe chiuderle d'ufficio dopo aver accertato 3 ann di inattività ma in questo caso, il contribuente non sarà esonerato dal pagamento delle sanzioni legate alla mancata presentazione delle dichiarazioni (pur se con importo uguale a zero) che doveva obbligatoriamente inviare.
Con il pagamento dell'importo suivi indicato entro 90 giorni dalla data di decorrenza del decreto  invece il contribuente va a sanare ogni eventuale sanzione legata alla mancata presentazione delle dichiarazioni IVA e del modello Unico relativo ai redditi da lavoro autonomo.
Inoltre nella giornata di ieri, l'Agenzia delle Entrate, con la pubblicazione della Risoluzione n° 93/2011 ha cercato di fornire ulteriori chiarimenti in merito alla procedura da seguire. In particolare è stato precisato che:
- la chiusura della Partita IVA inattiva da parte del contribuente si perfeziona solo con il pagamento del modello F24 correttamente compilato;
- non è necessario inviare il modello di cessazione attività (AA7- AA9) come invece era stato menzionato nella circolare 41/2011 dello scorso 5 Agosto 2011;
- non è necessario esibire nessuna copia del versamento presso gli uffici tributari.

Al fine di facilitare la compilazione del modello F24 si riportano gli elementi principali per la compilazione del modello F24.
Si ricorda che la chiusura della partita iva inattiva avrà efficacia dall'anno indicato nel modello F24.

La sezione da compilare sono 2:
La parte dei dati anagrafici
nella quale andranno indicati i dati del contribuente che effettua il versamento.
La parte relativa alla sezione "Elementi identificativi" all'interno della quale bisognerà indicare:
1. Tipo: lettera R;
2. Elementi identificativi: "numero della partita iva da chiudere"
3. Codice tributo: 8110;
4. Anno di riferimento: l'anno di chiusura della partita iva;
5. Importo : € 129,00

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Ottobre 2011 13:08
 
CIRCOLAZIONE DEI DATI CATASTALI: PUBBLICATA LA CIRCOLARE 5/2011 DALL'AGENZIA DEL TERRITORIO Stampa E-mail
Venerdì 23 Settembre 2011 08:33

Con la Circolare n° 5 pubblicata lo scorso 8 settembre 2011 l'Agenzia del Territorio ha fornito importanti spiegazioni in merito al disposto dell'art. 5 del decreto sviluppo (D.L. 70/2011 convertito in L. 106/2011) introdotto per facilitare la circolazione delle informazioni di tipo catastali.
Come prima cosa l'Agenzia del Territorio ha confermato l'eliminazione del pagamento dell'importo fisso annuale e della maggiorazione del 20% delle tasse ipotecarie qualora i dati forniti dall'Agenzia vengano riutilizzati per scopi commerciali (sempre nel rispetto della normativa sulla privacy).
Inoltre l'Agenzia ha confermato la pubblicazione della nuova tabella delle tasse ipotecarie in vigore dal 1° settembre 2011 che era stata allegata al D.L.70/2011 che ha comportato la soppressione della voce "ricerca continuativa" (mai utilizzata) ed ha aumentato di circa € 7,00 la tassa per la richiesta di informazioni per ciascun nominativo o per ogni immobile.
E' stata poi introdotta una tassa di € 0.15 centesimi per ogni tentativo di richiesta dei dati che non sia andata a buon fine.
Il costo del rilascio del certificato catastale ha registrato un aumento della tassa passata da € 20,00 ad € 30,00.
Non è stata apportata invece nessuna modifica alla tabella dei diritti catastali: la visura era e rimarrà gratuita.

 
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