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LE SOCIETA' DI COMODO ED IL NUOVO REGIME DI TASSAZIONE DAL 2012 Stampa E-mail
Giovedì 29 Settembre 2011 20:22

Con l'entrata in vigore della Manovra di Ferragosto,è stata inserita definitivamente la tassazione IRES al 38% sui redditi minimi che sono obbligate a dichiarare le società di comodo anche in presenza di perdite pregresse. 
Il decreto  infatti ha stabilito che a partire dal 1° gennaio 2012 non solo vi sarà l'aumento di 10,5 punti dell'aliquota IRES, ma anche l'assoggettammento delle società con perdite d'esercizio per almeno 2 anni e per il terzo anno un reddito inferiore a quello minimo richiesto per essere considerate società operative alla regolamentazione prevista per le società di comodo.  Sempre per la società di comodo inoltre viene prevista la tassazione del reddito dato in godimento ai soci derivante dalla differenza  tra il valore di mercato degli immobili ed il prezzo richiesto per la concessione in uso dei beni stessi ai soci. 
Le finalità del decreto di conversione è quello di evitare l'occultamento dei beni della società in capo ai soci che ne fanno uso diretto.
Per evitare la tassazione delle società secondo la normativa prevista per le società di comodo sarà necessario presentare istanza di interpello  e giustificare  l'estraneità dei ricavi dai redditi d'impresa.

 
NUOVI AUMENTI PER IL CCNL STUDI PROFESSIONALI Stampa E-mail
Venerdì 30 Settembre 2011 03:50

E' stato firmato nei scorsi giorni il nuovo accordo per il rinnovo del CCNL Studi Professionali scaduto dallo scorso 1° ottobre 2010.
L'aumento medio previsto si attesta intorno ad un aumento complessivo di € 87,50 mensili che dovrà essere erogato in 2 tranche, il 60% entro il prossimo mese di ottobre 2011 ed il restante 40% nel mese di gennaio 2012. 
Oltre alla Cadiprof già obbligatoria dal 2007 (Cassa di assistenza obbligatoria per i CCNL studi professionali che prevede convenzioni con enti sanitari per pagare meno i servizi di assistenza medica) saranno inseriti i nuovi pacchetti welfare destinati alle famiglie come ad esempio il rimborso parziale  delle spese documentate dell'asilo nido nonchè le visite pediatriche o le visite per disabili o anziani. Potranno usufruire delle nuove disposizioni  non soltanto i dipendenti, siano essi impiegati o collaboratori, ma anche i giovani professionisti iscritti all'albo con partita iva, legati allo studio da contratti di monocommittenza.
Inoltre potrà essere applicato anche dagli studi professionali il rapporto di apprendistato da non confondere con il discorso del praticantato che a tutt'oggi non prevede l'obbligo di un compenso minimo.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Ottobre 2011 16:44
 
MANCATO GODIMENTO DEI PERMESSI SENZA SANZIONI Stampa E-mail
Mercoledì 12 Ottobre 2011 20:50

Lo scorso 8 marzo 2011, con Interpello n° 16/2011 il Ministero del Lavoro ha chiarito il problema sul mancato pagamento o godimento dei permessi relativi alla riduzione di orario (ROL) o relativi alle festività sopresse non avvenuto entro il termine previsto dai vari contratti nazionali.
In particolare il Ministero del Lavoro è intervenuto in seguito alle numerose richieste da parte dei consulenti circa l'applicazione o meno della sanzione da applicarsi al datore di lavoro in caso di  tardivo godimento o pagamento dei permessi in presenza di accordi interni che stabiliscano accordi diversi da quelli definiti dal CCNL di riferimento.
La maggior parte dei CCNL infatti prevedono che i permessi vengano fruiti generalmente entro il 31 dicembre di ogni anno.
In caso di mancato godimento tuttavia il Ministero del Lavoro, basandosi anche su sentenze emesse in precedenza e pur tenendo conto del diritto del lavoratore di ricevere in pagamento il corrispondente importo ai permessi non fruiti entro il termine previsto, ha escluso il pagamento della sanzione amministrativa  a carico dei datori di lavoro pur se il pagamento o la fruizione degli stessi sia successiva  al termine di scadenza previsto dai contratti.
Naturalmente tale decisione non lederà il diritto del lavoratore che potrà sempre rifarsi in sede giudiziaria dimostrando che il mancato pagamento dei permessi riconosciuti dai vari contratti nazionali, sia stato legato a negligenza del datore di lavoro.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Ottobre 2011 09:50
 
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