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Contributi INPS

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Buonasera, vedo il consulente in linea e sperando sia vero, colgo l'occasione di fare una domanda.
Per 3 anni ho lavorato come collaboratore con contratto a progetto. Il mio ex datore di lavoro mi ha versato i contributi alla gestione separata. Dopo aver concluso il progetto, ho deciso di aprire la partita iva, però ho sentito che se non verso più i contributi ala gestione separata, i contributi versati vanno persi. E' vero?
Grazie per la risposta

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Re: Contributi INPS

Buonasera Solar, non sbagli, il consulente, ossia io, sono in linea ed ho appena letto la tua domanda.
Purtroppo devo dirti che se i versamenti alla gestione separata sono stati effettuati per periodi inferiori a 5 anni (periodo minimo per il quale l'Inps eroga il trattamento pensionistico) , questi vengono persi a meno che tu non prosegua con il versamento dei contributi alla gestione separata. Esempio se sei un consulente o un professionista non iscritto a cassa, devi versare i contributi inps alla gestione separata. Ma se la partita IVA la apri a titolo di artigiano o imprenditore in questo caso dovrai versare i contributi alla gestione artigiani/commercianti che non è collegata  on nessun modo alla gestione INPS separata dei collaboratori

Dr.ssa Simona Antonacci

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Re: Contributi INPS

Grazie per la risposta tempestiva. Avrei a questo punto un'altra domanda da aggiungere. La partita IVA la dovrei aprire come agente di commercio. In questo caso dove dovrei versare i contributi Inps?

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Re: Contributi INPS

Se apri la partita IVA come agente di commercio versi i contributi alla gestione commercianti. Di conseguenza perdi i 3 anni di versamenti INPS alla gestione separata

Dr.ssa Simona Antonacci

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Re: Contributi INPS

E se proponessi di essere assunto con contratto a progetto per altri 2 anni? Magari riducendomi il compenso per dare una mano al mio datore di lavoro a pagare i contributi?

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Re: Contributi INPS

Potrebbe essere un'idea. In questo modo raggiungeresti i 5 anni di versamenti minimi richiesti. Ma questo dipende dal rapporto di fiducia che c'è tra collaboratore e datore di lavoro.

Dr.ssa Simona Antonacci

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Re: Contributi INPS

da dieci anni una signora lavora presso di me come colf per 3 giorni alla settimana e per 3 ore al giorno. A suo tempo le fu proposta un'assunzione regolare con pagamento contributi ma lei rifiutò. E' stata sempre trattata come una di casa con regalie fuori busta in funzione della sua povertà reale. Ora i rapporti si sono incrinati ed io vorrei regolarizzare tutto autodenunciando l'evasione contributiva. Può indicarmi l'iter burocratico ed a quali sanzioni e spese complessive andrei incontro? Se Lei avesse bisogno di ulteriori informazioni sono a sua disposizione. Per ora ringrazio sottolineando che vorrei fare tutto SUBITO

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Re: Contributi INPS

Salve sig.ra Ambra
il problema della regolarizzazione della colf è  un problema comune a molte persone. Purtroppo per legge è il datore di lavoro che deve regolarizzare la colf, aldilà del fatto che la colf lei si rifiuti o meno.
Comunque le rispondo in linea di massima.
Innanzitutto bisognerebbe vedere di che nazionalità sia la colf. Se straniera e non in possesso di un regolare permesso di soggiorno l'eventuale vertenza verrebbe fatta decorrere dal momento
della regolarizzazione.
Poi a quel punto dovrebbe fare una domanda di assunzione retrodatata che va presentata presso l'inps di competenza richiedendo direttamente a loro tutti i conteggi. L'inps:
- le sanzionerà sia la mancata comunicazione di assunzione (ammenda da € 250,00 ad € 5.000,00)
- le chiederà il pagamento dei contributi per tutti i dieci anni più le sanzioni e gli interessi (in media avrebbe dovuto pagare circa € 35,00 mensili che a livello annuale diverrebbero circa  € 410,00 e a livello decennale € 4100,00 + sanzioni ed interessi variabili di anno in anno.)

Inoltre dovrà procedere al calcolo del TFR per tutti i diaci anni.

Dr.ssa Simona Antonacci

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Re: Contributi INPS

Gentile Dottoressa, preciso che la signora è di nazionalità italiana. Desidero chiederLe alcune precisazioni:
- si può quindi fare una sorta di autodenuncia all'INPS?
- è vero che in questo caso scatta la prescrizione quinquennale   e pertanto i conteggi sarebbero riferiti agli ultimi cinque anni?
- oltre alle sanzioni comminate dall'INPS ci sarebbero anche quelle che prevedono il pagamento di 150 euro per ogni giorno di lavoro effettuato?
- la comunicazione all'INPS della volontà di regolarizzare la situazione deve essere presentata con il consenso della lavoratrice?
La ringrazio per la sua cortese attenzione ai miei problemi che mi spaventato perchè qualche amica mi ha detto che la cifra totale che dovrei sborsare potrebbe essere a cinque zeri. Sarò costretta a vendere la casa.

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Re: Contributi INPS

Per quel che concerne la prescrizione dei contributi e via dicendo, parta dal presupposto che l'INPS o qualunque altro Ente non considera la prescrizione al momento dell'emissione dei conteggi, sarà quindi suo compito fare un eventuale ricorso.
Per quanto concerne le 150 euro al giorno, questa costituisce la maxi sanzione relativa al collegato sul lavoro dello scorso mese di marzo 2010. Teoricamente potrebbe incombere in questa tipologia sanzionatoria.
Per quel che concerne il consenso della collaboratrice da mettere in regola, questa è una stupidaggine. Lei in qualità di datore di lavoro deve mettere in regola il suo lavoratore. Qualora questo si opponga lei non può e non deve assumerlo.
Il consiglio che posso darle è precedere la colf andando presso un centro caf. Farsi fare i conteggi. Comunicarli alla colf che eventualmente potrà andare dai sindacati e farsi a sua volta dei conteggi e chiudere tutto davanti la Commissione Provinciale del Lavoro. In questo modo evita di passare attraverso l'inps con tutte le conseguenze legate al lavoro in nero e soprattutto evita qualsiasi impugnazione degli atti in data successiva.

Dr.ssa Simona Antonacci

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