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LA CASSAZIONE CONDANNA IL DELEGATO ALLA SICUREZZA PDF Stampa E-mail
Area Lavoro - Conulenze diritto del lavoro
Venerdì 04 Dicembre 2009 14:06

Con sentenza penale n° 44890 del 20/11/2009 la Casssazione si è pronunciata sulla responsabilità del delegato alla sicurezza in caso di mancanza dei fondi necessari a porre in essere tutte le misure di antinfortunistiche a tutela della salute dei lavoratori. La Cassazione infatti, ribadendo il concetto espresso dai giudici in merito a tale problematica, ha confermato l'obbligatorietà della messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. In caso contrario o nell'impossibilità di eseguire controlli,  il delegato può rinunciare alla delega sottoscritta. La trattazione della messa in sicurezza è stata ripresa a seguito del ricorso effettuato da un delegato della sicurezza condannato secondo i dettami del nuovo D.Legislativo 81/2008 che opponeva ricorso dichiarando invalida la delega in quanto messo in condizioni  tali dal datore di lavoro di non poter eseguire la totale messa in sicurezza dei lavoratori.
La sentenza in esame costituisce il mero proseguimento dell'atteggiamento della Cassazione nei confronti diretti del responsabile soggetto alla sicurezza. Concetto già espresso da una precedente sentenza, n° 48295 del 2008 dove la Cassazione sosteneva e continua a sostenere che, il delegato alla sicurezza, in caso di impossibilità economica o  ad eseguire controlli o a porre in essere misure di sicurezza idonee al tipo di lavorazione e ai luoghi di lavoro, può  anzi deve chiedere al delegante di essere messo nella possibilità di agire. In caso contrario può rassegnare le dimissioni dall'incarico per sopravvenuta impossibilità.

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