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L'INDENNITA' DI MATERNITA' PDF Stampa E-mail
Area Lavoro - Conulenze diritto del lavoro
Mercoledì 07 Aprile 2010 07:03

L'indennità di maternità rappresenta una diaria economica pagata dall'inps alle lavoratrici che diventano mamme per un periodo pari all'assenza obbligatoria dal lavoro. Spetta di diritto a:

- tutte le lavoratrici assicurate all'inps, dipendenti, operai dirigenti e apprendiste. 
- tutte coloro che hanno perso lavoro (disoccupate) o siano senza retribuzione in quanto sospese o assenti da lavoro, purché non siano trascorsi 60 giorni dal verificarsi di tale evento e la data di inizio del congedo parentale. 
- tutte coloro che hanno diritto all'indennità di disoccupazione, cassa integrazione o mobilità anche se sono passati più do 60 giorni tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la data di inizio del congedo do maternità. 
- tutte le lavoratrice assunte nel settore agricolo che hanno prestato la loro attività per almeno 51 giorni o nell'anno precedente o nell'anno in corso in cui avviene l'inizio del congedo di maternità, 
- le lavoratrici che svolgono attività socialmente utili  di pubblica attività identificati con la sigla LSU o APU
- tutte le donne disoccupate che hanno prestato la loro attività in settori esclusi dal contributo per la disoccupazione (vedi settore teatrale, artistico, ecc. ecc.) purché siano stati versati all'Inps  almeno 26 contributi settimanali nei due anni precedenti il congedo di maternità e non siano passati più di 180 giorni tra la data di fine lavoro e l'inizio del congedo di maternità;
- tutte le lavoratrici domestiche, quali colf e badanti che abbiano conseguito almeno 26 contributi settimanali annui nell'anno precedente l'inizio del congedo di maternità oppure 52 contributi settimanali nei 2 anni precedenti il congedo stesso.
- tutte le lavoratrici autonome commercianti, artigiane che pagano i contributi sulla retribuzione convenzionale;
- partire dal 2009, a donne lavoratrici  in caso di adozione o affidamento per un periodo di 5 mesi a partire dalla data di entrata nel territorio italiano senza limiti di età per l'adottato. In casi particolari l'indennità di maternità può essere richiesta anche dal padre.

L'indennità di maternità è pari all'80% della retribuzione giornaliera percepita dalla dipendente nel corso dell'ultimo mese di lavoro, in caso di lavoratrici assunte con contratto a progetto che pagano contributi alla gestione separata, l'80% viene calcolato sul 1/365 del reddito da lavoro prodotto nei 12 mesi precedenti l'inzio del congedo di maternità e viene erogata per un massimo di 5 mesi così distribuiti : 2 mesi (o 1 in caso di flessibilità) antecedente la data presunta del parto e 3 mesi successivi (o 4 se si è in presenza di flessibilità) dopo la data del parto.  E' possibile ottenere  altri periodi di astensione obbligatoria anticipata o prorogata, retribuita dall'Inps, purché tale periodo venga dichiarato tale dal Servizio di Ispezione del Lavoro della Direzione Provinciale del Lavoro (DPL). Una motivazione del riconoscimento dell'astensione obbligatoria s i ha nel caso di maternità a rischio.
Per poter ottenere l'indennità di maternità è necessario presentare la richiesta al proprio datore di lavoro oppure  presso gli sportelli dell'Inps di residenza,  (solo Inps in caso di lavoratrici non occupate). Generalmente la domanda deve essere presentata prima del congedo di maternità, il diritto comunque a percepirla viene perso se la domanda di maternità viene presentata oltre un anno dal congedo di maternità.

 

Per chi presenta all'Inps la domanda, tramite il modello MAT SR01, può rivolgersi non solo agli sportelli dell'Inps,  ma anche ai patronati che offrono assistenza gratuita, oppure può inviarla tramite raccomandata allegando  un documento di identità.

La documentazione inte grativa deve puoi riguardare:
- il certificato medico di gravidanza rilasciato dal medico della ASL indicando la data presunta del parto (allegato in busta chiusa);
- eventuale copia del provvedimento di riconoscimento di ulteriori periodi di maternità obbligatoria riconosciuti dall'Ispettorato;
- eventuali copie dei  certificati medici dalle quali risulta la scelta della lavoratrice di  lavorare fino al VII mese di gravidanza; 
- eventuale interruzione di gravidanza avvenuta dopo 180 giorni dall'inizio della gravidanza;
- il certificato di nascita del del bambino o autocertificazione da consegnare di regola entro 30 giorni dal parto.

Per quanto riguarda il pagamento dell'indennità di maternità se la lavoratrice è dipendente questa viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro. In tutti gli altri casi invece interviene l'Inps. E' opportuno ricordare che anche se si è presentata la domanda di indennità di maternità, se entro un anno dalla fine del congedo l'Inps non ha erogato l'importo previsto, questa si perde per prescrizione a meno che, prima dello scadere dell'anno venga presentata una richiesta scritta all'Inps nella quale si richiede la rimandare di un anno la data di prescrizione. Tale procedimento dovrà avvenire per tutti i periodi successivi fino al momento del pagamento.

 

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