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IL REGIME DEI MINIMI PDF Stampa E-mail
Area Societario - Costituzione
Mercoledì 12 Maggio 2010 07:13

La Legge finanziaria 2008 ha introdotto, a partire dal 1 gennaio 2008 un nuovo regime il cosiddetto Regime dei Contribuenti Minimi per cercare di agevolare coloro che, esercitando un'attività d'impresa o di lavoro autonomo organizzata in forma individuale, ed in presenza di ulteriori requisiti che verranno trattati di seguito,  si trovavano di fronte ad un carico di imposte piuttosto alto. Tale Regime infatti, oltre ad evitare l'imposizione dell'IVA, applica un'imposta sostitutiva irpef del 20% ed esenta dal pagamento dell'IRAP.

Possono aderire al Regime dei Contribuenti Minimi tutte le persone fisiche residenti nel territorio Italiano che:
- a partire dal 1 Gennaio 2008 intendono svolgere un'attività d'impresa o professionale aprendo partita IVA. Tale regime infatti viene detto naturale in quanto viene definito per default ossia non bisogna esercitare nessuna opzione per poterlo applicare;  
- pur avendo aperto partita IVA in precedenza,
- nell'anno precedente alla manifestazione di volontà di cambiare regime:
1) abbiano conseguito fatturato/compensi, non superiori ad € 30.000 (se l'attività è iniziata nel corso dell'anno l'importo degli € 30.000,00 deve essere ragguagliato al periodo di apertura);
2) non abbiano effettuato operazioni legate all’esportazione di beni e/o servizi o operazioni assimilate;
3) non abbiano sostenuto spese per lavoro dipendente, co.co.co. o lavoro a progetto, né corrisposto compensi ad associati in partecipazione                 con apporto di solo lavoro;
- nel triennio precedente al cambiamento del regime non abbiano acquistato beni strumentali (anche attraverso la stipulazione di contratto di leasing e locazione, o contratto di appalto anche di immobili) per un importo complessivo superiore a € 15.000,00.


In merito a quest'ultimo punto l'Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti con le Circolari n. 7/E del 28.1.2008 e n. 13/E del 26.2.2008 aiutando i meno esperti a capire cosa concorre a formare il limite di € 15.000,00  per gli acquisti di beni strumentali e cosa no.
- Il leasing concorre alla formazione al raggiungimento degli € 15.000,00 attraverso i canoni di leasing sostenuti nel corso del triennio. Non vanno invece considerati i costi complessivi sostenuti dal cedente ossia dalla società di leasing. 
- I beni strumentali acquistati per uso promiscuo, impiegati sia per l'esercizio dell'attività che per interessi personali, concorrono alla formazione del del raggiungimento degli € 15.000,00 per un importo pari al  50% del corrispettivo  pagato (al netto dell’IVA) a prescindere da diverse percentuali di deducibilità contenute nel TUIR. 
- L'acquisto di autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli e cellulari, concorrono al raggiungimento degli € 15.000,00  nel limite del 50% del costo di acquisto senza tener conto del c.d. valore fiscalmente rilevante (pari a € 18.075,99 per gli autoveicoli a benzina, € 25.822,84 per gli autoveicoli diesel). 
- I beni ottenuti tramite contratti di comodato d'uso gratuito non vanno considerati nel calcolo del  raggiungimento degli € 15.000,00  in quanto per tali beni non è stato sostenuto a lcun costo.
E' importante sottolineare che le cessioni di beni strumentali non comporta la riduzione del raggiungimento della soglia di  € 15.000,00 di conseguenza qualora nel triennio precedente si sia superata tale soglia  non si potrà aderire al regime dei minimi anche se i beni o bene in questione sia stato ceduto.

 

Una volta verificata la presenza dei requisiti per poter aderire al regime dei minimi,  il contribuente godrà di un regime semplificato sia per quanto riguarda la disciplina inerente la registrazione e conservazione dei documenti e sia per quel che concerne il pagamento delle imposte. 
Il contribuente infatti è tenuto:
- ad ordinare e conservare le fatture passive rispettando la cronologia degli acquisti;
- ordinare e conservare le fatture  attive rispettando la data di emissione;
- elaborare il modello Unico tenendo conto del principio di cassa (i ricavi ed i costi da contabilizzare sono quelli che vengono incassati e pagati nel corso dell'anno solare) ed applicare l'imposta sostitutiva del 20% alla differenza tra l'importo complessivo delle vendite o dei compensi e l'importo complessivo degli acquisti ottenuto rispettando le diverse deducibilità dei costi comprensivi dell'IVA indetraibile (100% dei costi totalmente inerenti all'organizzazione dell'attività e 50% per le spese a dedudibilità limitata quali spese relative ad acquisti di cellulari, autoveicoli, cicli o mootocicli,  spese di manutenzione inerenti i beni strumentali a deducibilità limitata). Le spese legate ad omaggi sono interamente deducibili anche se superano l'importo di € 50,00 purché si è in grado di dimostrare l'inerenza oggettiva del costo all'attività svolta.
Per quel che concerne le Rimanenze c'è da dire che, quelle derivanti dall'attività svolta prima di aderire al Regime dei minimi,  vanno considerate come componenti negativi di reddito, mentre non hanno alcuna rilevanza fiscale le rimanenze di fine anno sostenute nel corso di applicazione del regime dei minimi, in quanto il loro costo viene considerato deducibile al 100%  nel momento in cui viene effettivamente eseguito il pagamento. 
Se un bene strumentale acquistato aderendo al regime dei minimi viene ceduto, la plusvalenza che ne deriva deve essere riportata integralmente come componente positivo di reddito nell'esercizio in cui è avvenuto l'incasso.
Se si è aderito al regime dei minimi passando da un altro regime ed esistono quote di ammortamento non ancora dedotte, queste non potranno essere dedotte per tutto il periodo di rimanenza nel regime dei minimi. Saranno deducibili solo dopo l'uscita dal regime se tali beni non saranno stati nel frattempo ceduti. 
Continua a valere per  lavoratori autonomi l'obbligo di rispettare la tracciabilità dei compensi e quindi l'apertura di un c/c bancario o postale nel quale far confluire le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dal quale devono essere prelevate le somme occorrenti per il pagamento delle spese. Gli aderenti al regime dei minimi sono soggetti all’applicazione della ritenuta di acconto da indicare in fattura. Eventuali eccedenze devono  essere riportate nel quadro RX ed o utilizzate in compensazione con altre imposte e contributi oppure essere richieste a rimborso.

 

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