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LA DEDUCIBILITA' DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA PDF Stampa E-mail
Area Fiscale e Amministrativa - Gestione dell'impianto contabile aziendale
Martedì 28 Dicembre 2010 02:35

Le spese di rappresentanza posono essere definite come quelle spese sostenute con lo scopo di  erogare beni e servizi a terzi, a titolo gratuito,  per  incrementare, sviluppare, diffondere e consolidare l'immagine dell'impresa sul mercato. Non è detto che le spese di rappresentanza sostenute  rientrino nel contesto delle spese inerenti l'attività stessa, anzi il più delle volte sono spese che hanno poco a che fare con l'oggetto tipico dell'attività d'impresa.
Sono infatti considerate spese di rappresentanza le spese per viaggi (esclusi i viaggi offerti ai dipendenti o i viaggi offerti ai soci), le spese per feste, ricevimenti, convegni, spese legate a beni offerti gratuitamente (esempio i beni offerti a fine anno ai propri clienti) ecc. ecc.
La domanda che però ci si pone spesso è: ma qual'è la deducibilità delle spese di rappresentanza e quando possono essere dedotte?
A  tal proposito si può tener conto delle regole definite dall'art. 108 comma 2 del DPR 917/1986, dal D.M. del 19 novembre 2008 ed infine dalla Circolare Ministeriale del 13 luglio 2009 34/E,  che prevede che tali spese siano dedotte nel periodo in cui vengono sostenute nel rispetto dei  limiti di deducibilità definiti percentualmente in funzione dei ricavi della gestione caratteristica d'impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi elaborata nello stesso periodo d'imposta.
La parte eccedente delle spese viene considerata indeducibile e recuperabile solo in casi particolari di costituzione di nuove imprese. Fanno eccezione a tale regola le spese sostenute a titolo di rappresentanza per l'erogazione gratuita dei beni la cui spesa è sempre deducibile se il costo d'acquisto di ciascun bene non sia superiore ad  € 50,00. Regole a parte riguardano i beni dati in omaggio dove la spesa degli € 50,00 viene riferita all'intero omaggio e non al singolo bene che compone l'omaggio stesso (esempio lampante sotto le feste natalizie: un cesto con panettone, torrone, spumante, caramelle ecc. costituisce una spesa di rappresentanza interamente deducibile solo se il valore totale del cesto è inferiore ad € 50,00 e non se è composto da beni che singolarmente hanno un costo inferiore agli € 50,00).
Infine è importante sottolineare che le spese legate alle prestazioni alberghiere e di ristorazione sono comunque deducibili per il 75% della spesa sostenuta. Di conseguenza queste vanno prima nettizzate del 25% (ritenute comunque spese indeducibili) e poi inserite nel conteggio delle spese totali di rappresentanza sostenute dall'azienda a cui verrà poi applicata la percentuale di deducibilità a seconda dei ricavi sostenuti.
In particolare la percentuale di deducibilità delle spese da applicare sarà pari:
-  all’1,3% dei ricavi fino a € 10.000.000,00 (limite di deducibilità € 130.000,00);
- allo 0,5% dei ricavi compresi nel range € 10.000,000,01 e 50.000.000,00 (quindi il totale sara dato da € 130.000,00 (fino a € 10 mln di ricavi) + € 200.000,00 per ricavi compresi tra € 10 mln e € 50 mln) 
-  allo 0,1% dei ricavi che vanno oltre gli € 50.000.000,00 (quindi € 330.000 + lo 0,1% della parte eccedente gli € 50 mln).

Per quanto concerne invece la normativa IVA l'art. 19 bis DPR 633/72 prevede che le spese di rappresentanza, ad esclusione quelle per l'acquisto di alimenti e bevande, siano detraibili solo se il costo unitario di ciascun bene sia inferiore ad € 25,82.

Commenti (2)
  • chiara pozzovio
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