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MANOVRA DI FERRAGOSTO: CIRCOLAZIONE DEL CONTANTE PER IMPORTI NON SUPERIORI AD € 2.500,00 PDF Stampa E-mail
Area Fiscale e Amministrativa - Amministrazione, Organizzazione e Controllo
Martedì 16 Agosto 2011 09:11

La manovra di "Ferragosto" è in vigore con l'avvenuta pubblicazione sulla G.U. 188 del D.L. 138/2011.
La manovra bis varata dal Governo si compone di 58 articoli che hanno "colpito" diversi "obiettivi" con l'esclusione, almeno sull carta delle "zone"  sanità, ricerca, scuola, cultura e 5 per mille.
In questo contesto si esamina il contenuto dell'art. 2 comma 4 relativo alla riduzione del movimento ed/o trasferimento dei contanti e dei titoli al portatore la cui soglia è stata ulteriormente ridotta ad € 2.500,00.
Breve escursus storico. E' dal 1991 che  il Governo si occupa di tale materia a titolo di prevenzione di antiriciclaggio. Già dal '91 infatti il limite di circolazione dei contanti era stato fissato ad € 12.500 (naturalmente nella Legge 197 del 1991 l'importo era espresso in Lire Italiane) rimanendo tale fino al 2007, quando i vari decreti con cadenza quasi annuale hanno modificato il disposto l'art. 1 della Legge in questione, ora abrogata.
Nel 2007 infatti l'importo di € 12.500,00 era stato ridotto ad € 5.000,00 con l'approvazione dell'art. 49 del  D.Lgs 231. Poi tale articolo era stato modificato nel 2008 con il D.L. 112 riportando il limite alla soglia iniziale di € 12.500,00 per poi ridursi di nuovo ad € 5.000,00 con l'entrata in vigore del D.L. 78 del 2010.
Con la nuova manovra bis l'importo in oggetto è stato ridotto nuovamente. La soglia per il trasferimento del contante o dei titoli al portatore è stata infatti ridotta ad € 2.500,00 con lo scopo di ridurre l'evasione fiscale ed i movimenti di "capitali" oggetto di riciclaggio del cosiddetto "denaro sporco" ovvero denaro proveniente da attività illecite (criminose e terrorismo) e rimesso in circolazione tramite investimenti in attività "pulite".
Tale manovra, permetterà di tracciare tutti i movimenti del contante, ma anche degli assegni "liberi" ovvero assegni emessi senza clausola di non trasferibilità rilasciati dagli intermediari finanziari tramite richiesta scritta e dietro pagamento dell'imposta di bollo di € 1.50 per ogni assegno richiesto (€ 15,00 per ogni carnet). Quindi qualora si dovessero fare acquisti per importi superiori a tale soglia sarà necessario emettere assegni non trasferibili indicando il beneficiario che sarà obbligato successivamente a versare l'assegno direttamente presso l'istituto bancario o postale non potendo girare a terzi tramite l'apposizione della girata, l'assegno stesso.
E' opportuno ricordare che sono ritenuti ad alto rischio i trasferimenti in contanti inferiori ad € 2.500,00 sospettati di frazionare importi più elevati al fine di raggirare la soglia prefissata ed evitare in questo modo la tracciabilità riconducibili in qualche modo ad una stessa operazione. Rimangono quindi sempre sotto controllo tutti quei movimenti che possono essere ritenuti artificiosi come ad esempio il pagamento in contanti di fatture, il finanziamento soci, la distribuzione di utili e l'emissione di prestiti obbligazionari.
Inoltre si ricorda che i soggetti che non rispetteranno la normativa saranno sanzionati con una ammenda amministrativa minima fissa di € 3.000,00 come da D.L. 78/2010 variabile verso l'alto con un'applicazione della sanzione:
- tra l'1% e il 40% dell'importo del trasferimento per movimenti eseguiti tra gli € 2.500,00 e gli € 50.000,00;
- tra il 5% e il  40% dell'importo del trasferimento se questo va oltre gli e 50.000,00.




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