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DECRETO SALVA ITALIA: COME CAMBIERANNO LE NUOVE DETRAZIONI PER LE RISTRUTTURAZIONI AL 36% PDF Stampa E-mail
Tributi locali - Consulenza sulla fiscalità tributaria
Mercoledì 28 Dicembre 2011 02:45

Il decreto legge Salva Italia o meglio il D.L. 201/2011 ha introdotto alcune variazioni  in materia di detrazioni IRPEF ammesse per recupero edilizio al 36% e detrazioni IRPEF o IRES per interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
In questo contesto si esamina la messa a regime delle detrazioni IRPEF al 36%.
Secondo il D.L. 201/2011 la nuova detrazione viene ridefinita con l'introduzione dell'art. 16 bis del T.U.I.R. che riconferma in linea generale tutti i punti principali della precedente normativa in materia di detrazione per recupero edilizio. In particolare dal 2012 potranno essere portati in detrazione gli interventi:
- legati alla manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo o ristrutturazione edili eseguiti su edifici residenziali;
- legati alla manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo o ristrutturazione edili eseguiti sulle singole unità immobiliari residenziali  e relative pertinenze. A tal proposito si sottolinea che le detrazioni per ristrutturazione si riferiscono a qualsiasi categoria catastale purchè unità immobiliari di tipo residenziali;
- legati al restauro, al risanamento conservativo o ristrutturazione di immobili danneggiati da eventi calamitosi per i quali è stato definito lo stato di calamità anche se avvenuti prima del 1° gennaio 2012;
- legati ad interventi volti a garantire posti auto pertinenziali anche se di proprietà comuni;
- legati all'eliminazione di barriere architettoniche tramite installazione di strumenti robotici o ad alta tecnologia avanzata purchè in grado di facilitare le persone portatrici di gravi handicap;
- legati all'adozione di misure atte a scoraggiare il compimento di illeciti da parte di terzi (esempio muru di cinta);
- legati ad interventi di cablatura degli interi edifici;
- legati ad interventi atti a ridurre l'inquinamento acustico;
- legati alla messa in sicurezza statica degli stabili con l'adozione delle misure antisismiche comprese le spese necessarie per la realizzazione della documentazione e per l'ottenimento della documentazione comprovante la regolarità degli interventi;
- legati ad operazione di bonifca dall'amianto;
- legati agli interventi volti a ridurre gli infortuni domestici.
Rientrano tra le spese di detrazione al 36% i costi legati alle consulenze professionali connesse all'esecuzione e alla messa a norma degli edifici ai sensi della normativa in vigore.
Potranno usufruire della detrazione del 36% i soggetti residenti e non residente che sostengono materialmente le spese e  possiedono immobili a titolo di proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, ed in genere tutti i titolari dei diritti reali di godimento compresi gli inquilini con regolare contratto di locazione o con contratto di comodato, oppure sono familiari conviventi con il possessore o detentore dell'immobile.
L'importo massimo delle spese ammesse in detrazione ammonta ad € 48.000,00 per ciascuna unità immobiliare comprese le pertinenze ad essa collegata.Inoltre è bene sottolineare che nel  caso in cui un intervento di ristrutturazione si protragga per più anni il tetto massimo di spesa sarà sempre € 48.000,00.
Se inoltre la spesa di ristrutturazione dovesse essere sostenuta su unità immobiliari destinati ad uso promiscuo (abitazione-ufficio) sarà possibile portare in detrazione solo la metà della spesa sostenuta (€ 48.000,00 x 50%).Come per il passato, l'importo di spesa potrà essere portato in detrazione in 10 rate annuali costanti di pari importo a partire dall'anno successivo al loro sostenimento e per gli ulteriori 9 anni.
Sulle spese di ristrutturazione dovrà applicarsi sempre la ritenuta del 4% sui pagamenti eseguiti tramite bonifici bancari e/o postali necessari al fine del riconoscimento della detrazione delle spese di ristrutturazione.
Al fine del riconoscimento delle spese di ristrutturazione è necessaria, ai sensi del regolamento D.M. 41/98:
- la comunicazione dell'inizio lavori alla ASL (Azienda Sanitaria Locale) di competenza territoriale se questa è richiesta dalla normativa per la messa in sicurezza del luogo di lavoro;
- pagamento delle spese tramite bonifici bancari o postali definiti ad hoc dalla normativa vigente;
- conservazione di tutta la documentazione comprovante l'avvenuta spesa da esibire a richiesta degli addetti ai controlli.
- non vi è più l'obbligo di inviare la comunicazione preventiva dell'inizio lavoro al Centro Operativo di Pescara dell'Agenzia delle Entrate.

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