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LE SOCIETA' E I BENI DATI IN GODIMENTO AI SOCI PDF Stampa E-mail
Area Fiscale e Amministrativa - Gestione dell'impianto contabile aziendale
Lunedì 02 Aprile 2012 17:14

Per limitare l'occultamento di redditi imponibili tramite l'acquisto di beni intestati alla società e poi utilizzati realmente dai soci, l'art. 2 del D.L. 138/2011 convertito in L. 138/2011 ha introdotto l'obbligo di invio di una comunicazione all'Agenzia delle Entrate, entro prestabiliti termini, con l'elenco dei beni acquistati dalla società e dati in godimento ai soci ovvero ai familiari della ditta individuale.
Tramite tale comunicazione infatti l'Agenzia delle Entrate "riuscirà" a tenere sotto controllo la spesa ingannevole da parte di aziende di beni utilizzati da soggetti diversi, (soci e e familiari degli stessi) introducendo una penalizzazione sulla deducibilità al 100% di tali costi.
Lo scorso 2 febbraio 2012 è stata pubblicata la circolare n° 27 dell'IRDEC con il quale si è cercato di fornire le prime indicazioni per la compilazione di tali liste.
In tale circolare si comunica che a decorrere dal 2012 deve essere considerato reddito diverso il reddito derivante dalla differenza tra il  valore di mercato ed il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell'impresa a soci o familiari dell'imprenditore".
Per valore di mercato l'Agenzia delle Entrate ha specificato che debba intendersi il valore determinato ai sensi dell'articolo 9 comma 3 del D.P.R. 917/86 ovvero il prezzo mediamente praticato sul mercato per quel bene o in mancanza per tipologie simili di beni acquistati nei luoghi e nei tempi più prossimi all'acquisto avvenuto.
Secondo l'Agenzia delle Entrate, quella parte di costo riconducibile alla parte data in uso ai soci ovvero familiari degli stessi, dovrà essere considerato costo indeducibile. Qualora tale comunicazione venga omessa sarà applicata una sanzione pari al 30% della differenza tra tra valore di mercato e corrispettivo pagato a fronte dell'utilizzo del bene che verrà corrisposto in solido dalla società o ditta individuale e dall'utilizzatore effettivo del bene.  La sanzione, in misura dversa (da € 258,00 ad € 2.065,00) sarà dovuta anche in caso di omessa comunicazione me  applicazione della normativa ovvero ripresa a tassazione del reddito.
Secondo il legislatore il nuovo obbligo consentirebbe all'Agenzia delle Entrate di decidere se portare avanti le indagini ai fini dell'accertamento sulla persona fisica, oppure di concluderle a livello aziendale. Tale comunicazione infatti, sembrerebbe, secondo il Legislatore, uno strumento utile per risalire alla capacità reddituale e contributiva sia della società che dei soci.
Per quanto riguarda la comunicazione vera e propria i beni concessi in godimento ai soci sono stati suddivisi in diverse categorie:
- autovetture;
- altri veicoli come ad esempio autocarri;
- areomobili;
- unità da diporto;
- immobili;
- altri (beni che non trovano collocazione nelle precedenti categorie con valore superiore ad € 3.000 esclusa IVA).

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